sabato 18 gennaio 2014

Un buon giorno per fare dell'altro...


Perchè?
E' una domanda lecita, adatta per ogni occasione: perchè metti il parmigiano sulla pasta al salmone? Perchè i tedeschi vanno con calze e sandali tutto l'anno? Perchè fanno doppiare la Bellucci alla Bellucci?
E soprattutto: perchè hanno fatto Die Hard - Un buon giorno per morire?

Nel 2007 il ritorno di McClane dopo 12 anni di silenzio è stata una sorpresa piacevole, con una trama piacevole e dei personaggi piacevoli, e con un Bruce Willis quasi da limonaggio duro.
Il quinto capitolo, invece, è come aver ricevuto per Natale un maglione fatto dalla zia con problemi di cataratta. E ve ne regala uno ogni anno.

Andiamo con ordine, innanzitutto la trama: il vecchio John McClane vola a Mosca per recuperare il figlio in pericolo. Dovrà vedersela con un malvagio magnate russo.
Basta.
Un po' come raccontare le proprie vacanze estive.
E proprio il tema vacanza è alla base di tutto, poichè stile vecchio rincoglionito faranno ripetere "sonoinvacanzacazzo" al povero Willis almeno cinque o sei volte in tutto il film.

Secondo punto: i personaggi.
Beh, Bruce è Bruce, ma tecnicamente alla fine del film ti chiedi "Ma chi era quel pelato?".
L'umorismo mcclanesco e le improvvisazioni tipiche della serie Die Hard qua mancano, o sono talmente poche che rischi di perdertele nel casino generale.
Il figlio, Jack McClane. Il rapporto tra i due è freddo e distaccato da anni, ma tempo un'oretta e sono nello stile "Ehi campione, ti va di fare due tiri a baseball?". Relazioni umane a velocità della luce.
Se fossi una di quelle bonarie signore taglia XXL non credo direi "Oh tesoro, è proprio tutto suo padre!", perchè secondo me questo Jack è stato addottato. Non ha lo stile dei McClane, è simpatico come una tegola, ha la furbizia di un geranio e non ha proprio niente a che vedere con cotanto padre.
Il cattivo: finito il film intoni una litania in memoria dei fratelli Gruber, del generale Esperanza e dell'hacker Gabriel. Quelli sì che erano cattivi, questo lo hanno pescato da qualche cartone animato. Gli manca solo la battuta "Muahahah, sono un genio!". Magari lui un pochetto, ma la figlia direi proprio di no.

Terzo punto: l'azione.
Nei precedenti film il caro John mi camminava su un tappeto di vetri, dava fuoco agli aerei, balzava dai tombini e lanciava automobili contro elicotteri.
Qua mi devasta una autostrada. E basta.
Non succede nulla! E di conseguenza l'equazione diehardesca azione violenta = battuta alla McClane non avviene.
Basta, non riesco a dire di più. Vi do un cosiglio: guardatelo, così avrete maggiore voglia di rivedere i quattro precedenti per ripulirvi dalla sozzura che avete fatto.

Cinebrusinante


VALUTESCION
Die Hard - Un buon giorno per morire (2013)
Di John Moore
Con Bruce Willis, Jai Courtney 


Scena Top: i titoli di coda 

Voto 1/5: aridatece il caro John McClane dei tempi d'oro!

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