mercoledì 15 gennaio 2014

Bulli, pupe e bigodini

Si sa, quattro occhi sono meglio di due, e quei due occhi potrebbero perdersi qualche spettacolo in sala a causa di tanti altri impegni.
Quindi, mi avvalgo dell'aiuto prezioso di un amico, che ogni tanto narrerà le vicende cinematografiche da uno dei cuori pulsanti della cinematografia mondiale: Roma.
Ed ecco qua sotto la sua prima collaborazione con Brusio in Sala, e direi che è partito proprio col botto!



“La bellezza oggettiva è funzione del tempo ed alla propria cultura, poiché tali canoni cambiano nel tempo ma restano validi per il periodo indicato.”

C’è poco da fare. American Hustle è bello. E chi dice che è brutto forse dovrebbe smettere di guardare film. Che non ti piaccia va bene, per carità, magari non è il tuo genere di film, ma per favore non voglio sentire che è brutto.

Russell si conferma un gran regista e ci sforna stavolta una commedia anni 80 dall’ironia tagliente e “ignorante”, volendo però tenere tutto sempre all’interno di un contesto credibile e poco arzigogolato.

Sul cast di questo film si potrebbe benissimo fare un discorso a parte. Christian Bale panzone e pelato è qualcosa di indimenticabile secondo me, con quella sua mimica studiata nei minimi particolari. Senza giri di parole, interpreta Irwing, un truffatore che si innamora di una fantastica Amy Adams (o forse della sua scollatura vertiginosa..?) che diventa quindi la sua partner in affari loschi. Bradley Cooper con i bigodini è un altro che non ti scordi facilmente; agente dell’fbi spigoloso e con qualche problema a trattenere gli eccessi di rabbia (epica la scena del telefono dato in fronte al suo “mentore”), un giorno scopre le malefatte della coppia e li costringe a lavorare per lui. Ma la vera mina vagante del gruppo è la moglie di Irwing, interpretata dalla stupenda Jennifer Lawrence, una che non capisci mai se ci è o ci fa. Inutile dire che anche la sua interpretazione è eccezionale. Ecco in poche parole la trama di American Hustle, poco articolata ma efficace che ti fa vacillare per quasi tutto il film su chi siano realmente i “buoni” e chi i “cattivi” (anche questo merito del cast, e lode a Russell che lo ha diretto magistralmente) che non risparmia le critiche sulla società dell’epoca, in un’America dove l’apparire era tutto.

Menzione speciale per la colonna sonora che ho amato alla follia, con pezzi rock, pop e jazz dell’epoca.


In conclusione, questo American Hustle è un film che merita di essere visto a tutti i costi. E che col tempo sicuramente verrà valorizzato ancora di più. Un potenziale classico.

Attendiamo ora con trepidazione la notte degli Oscar, dove lo vedrà sicuramente protagonista con tantissime nomination.

Francesco


VALUTESCION
 American Hustle (2013)
di David O. Russell
con Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper, Jennifer Lawrence
Scena Top: il bacio tra Amy Adams e Jennifer Lawrence
Voto 4/5: film godibile e scorrevole che forse poteva dare di più sulla trama

martedì 7 gennaio 2014

Il sogno segreto di Ben Stiller


Forse anche Ben Stiller, giunto ormai alla soglia dei 50, ha voglia di qualcosa di diverso, nel campo della regia.
Aveva iniziato nel lontano '94 con Giovani, carini e disoccupati, passando a film di cassetta e di comicità come Il rompiscatole, Zoolander e Tropic Thunder.
Con I sogni segreti di Walter Mitty mette a segno due fattori: il suo primo remake, e il suo primo film con una certa seriosità registica. Per chi non lo sapesse, il signor Mitty venne messo su pellicola nel 1947, con protagonista Danny Kaye. La storia fu tendenzialmente un intrigo, giocando sui momenti di fantasia del protagonista, editore di una serie di riviste.
La versione di Stiller è leggermente diversa, poichè ha voluto rendere omaggio ad una delle riviste americane più celebri, Life, giunta qualche anno fa alla fine delle sue pubblicazioni cartacee, ma ora presente solo in versione digitale sul web.
La storia della rivista si incrocia a quella di Walter, modesto editor fotografico, attanagliato dalla sua attrazione per la bella collega Cheryl, dai suoi fantasiosi viaggi mentali, e dalla disperata ricerca del fotogramma 25, immagine per l'ultimissima copertina cartacea di Life.
Le ambientazioni, puri orgasmi per la vista, insieme alla musica particolare e agli effetti speciali trascinano lo spettatore insieme a Walter alla ricerca del negativo perduto. Incantevoli anche Sean Penn e la intramontabile Shirley MacLaine.
Però il caro Stiller ha perso il pelo, ma non il vizio, in alcuni momenti. La comicità di stampo stilleriano (botta e risposta nei dialoghi, argomentazioni assurde e le classiche "figure di sterco") ogni tanto sbuca nei sogni di Mitty, tipo la zampa robotica del povero cane a tre zampe, o l'omaggio/citazione al Benjamin Button al contrario.
Altro punto un po' debole è la sceneggiatura. A parte la questione tirata in ballo da molti del cellulare sull'Everest, e dai, ormai c'è gente che whatsappa anche sulla Luna! Non vi stupite dei suoi sogni ad occhi aperti e vi lamentate di un cellulare a quota 8.000? Bah.
Invece sono le accelerazioni temporali, il fatto che da cacasotto si ritrova in tempo zero in Groenlandia, ma anche i dialoghi un po' debolucci, soprattutto tra lui e Cheryl.


Ma a parte questo, questo potrebbe essere un inizio registico tutto particolare per Stiller, una svolta già vista in precedenza dalla ricerca, ad esempio, di ruoli seri da parte di attori del calibro di Peter Seller o di Robin Williams.
La bellezza della fantasia, la bellezza delle immagini in versione cartacea, la bellezza della fotografia, la bellezza del mondo. Un film che omaggia la bellezza, a volte invisibile agli occhi come un gatto fantasma.
E per i fan più fedeli, non abbiate timori, sta già preparando Zoolander 2.

Cinebrusinante


VALUTESCION
I sogni segreti di Walter Mitty (2013)
di Ben Stiller
con Ben Stiller, Sean Penn, Shirley MacLaine

Scena Top
: Lui, lei, una chitarra, un elicottero e "Space Oddity"di contorno.

Voto 4/5
: interessante, con qualche intoppo qua e là, ma grazioso.

domenica 5 gennaio 2014

Prendiamo posto


Brusio in sala.
Certo sarebbe meglio il silenzio in sala, ma non pensiamo mai al resto. E’ intrinseco nel nostro essere, non penso capiti mai vedere un programma in tv e commentare con gli amici il giorno dopo quanto sono state belle le interruzioni pubblicitarie. Fondamentalmente non ce ne frega niente degli spot.
Eppure, quando si è al cinema, il brusio è molto interessante e molto importante.
Innanzitutto consideriamo i tipi di brusii, ce ne sono ben quattro.

Il Pre-Film
Arrivate al cinema, comprate il biglietto e andate ad accomodarvi in attesa dei trailer e dell’inizio dello spettacolo. E qua parte il primo brusio. Generalmente si tratta di quello che uno ha fatto durante la giornata, dall’aver portato il figlio dal dentista fino all’essere rimasti scandalizzati per i prezzi delle melanzane al mercato. Ma oltre a quello, spunta già qualcosa riguardante il film della serata: la scelta degli attori, la curiosità della trama, l’essere rimasti colpiti dal trailer, eccetera. E’ un brusio di aspettativa, non sappiamo cosa stiamo per affrontare, o almeno siamo sicuri di non dover comprare le melanzane il giorno dopo.

L’Intervallo
Il secondo brusio, quello che porta a delle conferme di quanto detto prima: quell’attore è un cane, la trama è interessante, quell’attrice è troppo vestita. Ma il commento maggiore è “Finora l’ho capito”. E’ già un passo avanti, poiché la metà della sala stava già progettando di fare pipì e di comprare i popcorn. E non per forza in quest’ordine.

Il Post-Film
Titoli di coda. Luci in sala. E commenti. Molti rimuginano su certi passaggi del film per decretare con trionfo “Ho capito tutto!”, altri invece hanno un sbrigativo “che finale schifoso/che finalone!”. Ma quel tipo di brusio non ha fondamento in sala, crescerà dopo, o in un pub davanti a una birra o a casa davanti a Facebook. E questo porterà a consigliare o meno il film ad amici e parenti.

Ma nessuno pensa mai al brusio più importante:

Il Film
Nel gergo tecnico “brusio di fondo” è quello che si sente in una scena di massa, o comunque è il suono che ti abbraccia per tutta la visione. E’ quella piccola coperta che ti copre dal mondo reale per un paio d’ore e che ti fa vedere e vivere cose mai vissute. E’ l’essenza di ogni film, è un mondo parallelo che si unisce al nostro. E per la miseria, è una cosa unica ed incredibile.

Questo umile blog è una via di mezzo tra il dare un giudizio a film in uscita o già usciti, e vivere certe emozioni che magari molti non sentono quando vanno al cinema. A parte quelli che si appartano al fondo della sala in dolce compagnia.
E cosa ci riserverà questo 2014? Ma un crescendo di bellezze senza dubbio, ma anche di schifezze.
Un anno potente come lo è stato il 2013. Momento amarcord? Ma sì!
Benvenuti in Brusio In Sala!

Cinebrusinante