mercoledì 12 febbraio 2014

The Wolf of Wall Street - In tre è meglio

Date a Michelangelo un blocco di marmo e vi tirerà fuori la Pietà.
Date a Van Gogh una tela e vi dipingerà una Notte Stellata.
Date a Scorsese il buon DiCaprio e vi darà The Wolf of Wall Street.

Era dai tempi di Quei bravi ragazzi che non si vedeva così tanta cocaina, denaro e tette. E per tutte e tre le cose noi pubblico gliene siamo grati (i maschietti soprattutto per le tette).
Cosa rende affascinante e trascinante questo film, a parte le tette? Prima di tutto il fatto che Leonardo DiCaprio, che Dio lo benedica, è al top delle sue capacità recitative, ha superato tutte le sue precedenti interpretazioni che hanno costellato la sua carriera. E questa sua bravura porta lo spettatore a rimanere ammaliato dal suo personaggio, quel Jordan Belfort che ha fregato il sistema e l'economia degli anni '80 per diventare multimiliardario illegalmente. E' un antieroe, vero, ma tifi comunque per lui, anche se lo prederesti a schiaffi.
Seconda cosa che rende questo film una goduria è il dubbio che assale il pubblico durante la visione: ma lo sceneggiatore è Tarantino? I dialoghi senza senso, o riguardanti futili argomenti, le scene surreali, a volte drammatiche, ma che ti fanno sganasciare ricordano il tocco tarantiniano. E quando il protagonista sfonda la quarta parete per parlare direttamente al pubblico fa molto Woody Allen. Ma è Scorsese, uno Scorsese inedito.
E poi il film ti aiuta un pochino a pensare perchè oggi siamo in queste condizioni economiche. Quanti Jordan Belfort hanno minato le borse mondiali? Quanti ce ne sono ancora adesso? Soldi a palate, case lussuosissime, yacht giganteschi (e vedere quello yacht a Portofino, me che son ligure, ti si apre davvero il cuore. Per Portofino, non per lo yacht...), stragnocche da ogni dove. Ma quanti li hanno guadagnati onestamente? Forse è meglio non sapere la risposta.
Meglio assistere questo film, rimanere divertiti e colpiti dalla genialità di Scorsese. Una fra le tante? Il vero Belfort che presenta il finto Belfort. Ed è subito cinema.

Cinebrusinante



Impariamo tutti a vendere penne.

Toni caricaturali e ironici ma anche un umorismo nero a tratti.
Questo è in sintesi The Wolf of Wall Street. Film del 2013, per la regia di Martin Scorsese, uscito nelle nostre sale il 23 gennaio.
A tratti sorprendente, diverso dal solito Scorsese. Quasi una provocazione per tutti quelli che lo hanno criticato e non lo ritenevano più in grado di stupire.
Ci troviamo a cavallo degli anni 80-90. Il giovane Jordan Belfort (interpretato da DiCaprio) è un broker alle prime armi, che vuole farsi strada nel mondo della finanza e tentare la scalata al successo. Per fare ciò si “affida” a Mark Hanna (interpretato alla grande da Matthew McConaughey), capo di una compagnia di successo, che gli farà da mentore. La scena in cui i due pranzano assieme è semplicemente esilarante, quasi tarantiniana nei suoi dialoghi assurdi e fuori di testa: per dire, si passa dalla cocaina all’importanza di masturbarsi.
Quando tutto sembra andare per il verso giusto, Jordan si ritrova “appiedato” a causa del collasso di Wall Street. Senza però rinunciare, decide di fondare un’agenzia di brokeraggio, la Stratton Oakmont, che ben presto gli assicura successo e fama. Da qui in poi si viene risucchiati in un vortice di eccessi, tra droga, sesso e nani usati come bersagli umani, in una spirale di follia che non sembra mai avere una fine.
Grazie a un DiCaprio e uno Scorsese nel pieno della forma, The Wolf of Wall Street riesce, secondo me, nell’intento di essere un film godibile e divertente nelle sue 3 ore di durata, mai pesanti, probabilmente diventando il miglior film del regista dai tempi di Quei bravi ragazzi.
Riguardo la regia, siamo davanti a una tecnica volutamente eccessiva e senza fronzoli, che bene rispecchia il periodo. Perché stavolta Scorsese non si concentra sull’inquadratura perfetta o su una bellezza stilistica ricercata, anzi. A volte quasi superficiale e senza un minimo di coerenza, non fa altro che sottolineare il degrado della società e l’importanza dei soldi, da cui ne derivano inevitabilmente donne e droga.
Per non parlare di DiCaprio: forse al top della sua carriera, con quello che potrebbe essere per ora il ruolo della sua vita. Dai movimenti delle mani, al modo di porsi alla cinepresa, Leo è al limite della perfezione.
The Wolf of Wall Street è geniale, strafottente e diretto. Come un pugno in piena faccia.
In poche parole, se volete vedere un film divertente, ma soprattutto un bel film, fatevi un favore. Andate a vederlo.


Francesco



23 nomination a premi cinematografici tra cui 5 all'Oscar e 2 ai Golden Globes.
Possiamo noi comuni mortali sederci e criticare quest'opera?
Certo, ma solo noi di Brusio in Sala...

"Risolvete i vostri problemi diventando ricchi." (J. Belfort)

Brillante, geniale, affascinante, tremendamente crudo, diretto ed efficace.
Non avrai un secondo per prendere un respiro, The Wolf of Wall Street ti prende e ti scaraventa violentemente nel suo mondo sin dal primo secondo di film, un mondo che non vorresti conoscere e che sicuramente disprezzi: droga, prostituzione e tanti, tantissimi soldi sporchi, ma non riuscirai a togliere gli occhi dallo schermo neanche un minuto. 
Sarà DiCaprio? Sarà la magia di Scorsese? O sarà quel fantastico lato duro e crudo ma sempre presente? 
Personalmente ho amato questa caratteristica, il film non ha mezzi termini, parte in quinta e tiene questo ritmo quasi fino alla fine, un primo tempo mozzafiato, passano 90 minuti e neanche te ne accorgi. Ciò che mi sorprende è che Martin Scorsese riesce a farti passare davanti agli occhi un argomento davvero pesante con una leggerezza incredibile,  ma forse più che al regista questo complimento sarebbe più appropriato per il protagonista: Leonardo DiCaprio. 
Un commento sul lavoro? La sua miglior prestazione
DiCaprio riesce a creare un personaggio che amerai alla follia, ti mostra la sua crescita, le sue debolezze e le sue doti, commetterà anche molti peccati capitali e infrangerà qualche comandamento, ma chi se ne frega! 
Dal lato comico al lato tragico riesce a toccare alti livelli di recitazione in ogni singola scena, un enorme contributo è anche quello di Jonah Hill, anche lui tra le candidature all'Oscar come Miglior Attore Non Protagonista, ottima recitazione contornata dalla sua solita e fantastica comicità.
L'unica pecca a mio parere è presente nell'ultima parte di film, rallenta il ritmo e cala la tensione: alcune scene potevano essere riviste meglio, un esempio è quello dello yacht che affonda, l'aereo che cade e del successivo squallido teatrino sull'Italia anni 80, ma non sarà di certo questo a cambiare il mio parere sul film. 
Forse è vero, si esagera a parlare di capolavoro, ma è anche vero che in questo periodo non esistono film all'altezza di The Wolf of Wall Street. Ovviamente non bisogna vederlo aspettandosi il miglior film dell'anno nè prenderlo con troppa leggerezza,  alla fine ognuno darà il proprio giudizio e avrà il suo parere, ma sono sicuro che nessuno riuscirà, anche volendo, a disprezzare The Wolf of Wall Street.

Jonathan



VALUTESCION(S)

The Wolf of Wall Street (2013)
di Martin Scorsese
con Leonardo DiCaprio, Jonah Hill

CINEBRUSINANTE'S VALUTESCION

Scena Top: il Lemmon, l'auto bianca, il filo del telefono, il gamberetto e Braccio di Ferro.

Voto 5/5: scordatevi la Wall Street narrata da Oliver Stone, stavolta la realtà nuda e cruda supera ogni fantasia.


FRANCESCO'S VALUTESCION

Scena Top: Mark spiega a Jordan l'importanza della masturbazione

Voto 5/5: la sensazione è quella che possa diventare il capolavoro di quest'epoca cinematografica


JONATHAN'S VALUTESCION

Scena Top: Brad finisce in galera e iniziano i primi guai seri per la società

Voto 5/5: non lo scorderai facilmente

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